Dichiarazione dei redditi 2019: proroga versamenti

Dichiarazione dei redditi 2019: proroga versamenti al 30 settembre

dichiarazione dei redditi

Ieri 21/6/2019 la Camera ha approvato, con 270 voti favorevoli, 33 contrari e 49 astenuti, il Ddl. di conversione del DL 34/2019, che ora passa all’esame del Senato per il voto definitivo. Il testo conferma la proroga dei versamenti che scadono al 30/6/2019.

Dichiarazione dei redditi 2019 – – Un emendamento al Decreto Crescita (DL 34/2019) approvato dalle Commissioni Bilancio e Finanza della Camera, prevede che per i soggetti nei confronti dei quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale – ISA (purché dichiarino ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal decreto ministeriale di approvazione), i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive,  nonché dell’imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019 sono prorogati al 30 settembre 2019.

Dichiarazione dei redditi 2019

Le norme sui versamenti dei soggetti ISA si applicano anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese, ai sensi delle norme del TUIR in materia di redditi prodotti in forma associata (articolo 5 TUIR), nonché di quelle che consentono di optare per il regime di cd. trasparenza fiscale (articoli 115 e 116 TUIR).

Ecco il testo dell’emendamento:

“3. Per i soggetti che esercitano attività economiche per le quali sono stati approvati gli indici sintetici di affidabilità fiscale di cui all’articolo 9-bis del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, convertito, con modificazioni, dalla legge 21 giugno 2017, n. 96, e che dichiarano ricavi o compensi di ammontare non superiore al limite stabilito, per ciascun indice, dal relativo decreto di approvazione del Ministro dell’economia e delle finanze, i termini dei versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, da quelle in materia di imposta regionale sulle attività produttive, di cui all’articolo 17 del decreto del Presidente della Repubblica 7 dicembre 2001, n. 435, nonché dell’imposta sul valore aggiunto, che scadono dal 30 giugno al 30 settembre 2019 sono prorogati al 30 settembre 2019.

  1. Le disposizioni di cui al comma 3 si applicano anche ai soggetti che partecipano a società, associazioni e imprese ai sensi degli articoli 5, 115 e 116 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, aventi i requisiti indicati nel medesimo comma 3.”

Dal testo si evince che la proroga oltre a riguardare i versamenti del saldo Irpef / Ires / Irap / Iva 2018, delle addizionali Irpef, e dell’acconto Irpef e Ires 2019, riferendosi ai versamenti risultanti dalle dichiarazioni dei redditi, riguarda anche i versamenti relativi a:

  • contributi previdenziali
  • acconto del 20% per i redditi soggetti a tassazione separata
  • IVIE e IVAFE
  • cedolare secca

 

Il testo dell’emendamento al Decreto Crescita va quindi a sostituire il DPCM firmato dal Ministro Tria che rinviava dal 1° al 22 luglio la scadenza delle imposte sui redditi.

Si ricorda che il 5 giugno, dopo che il CNDCEC (Consiglio Nazionale Dottori Commercialisti Esperti Contabili) aveva nuovamente chiesto l’applicazione opzionale degli ISA per il periodo d’imposta 2019, era arrivata la conferma della firma del Ministro Tria al DPCM di proroga per i versamenti al 22 luglio 2019 (e 21 agosto con maggiorazione dello 0,40%) con effetto a cascata per tutti i successivi  versamenti. Il DPCM, sulla falsa riga di quello previsto nel 2016 per gli studi di settore, è stato firmato dal Ministro dell’Economia Tria pertanto per la sua ufficialità mancava solo la firma del premier Conte e la successiva pubblicazione in Gazzetta.

Andando con ordine, i professionisti in queste ultime settimane avevano più volte sollecitato l’Agenzia delle Entrate in merito alle tempistiche del rilascio degli indici sintetici di affidabilità, infatti gli ISA sono un nuovo strumento destinato a superare l’applicazione degli studi di settore, che vanno tanto studiati dagli operatori quanto spiegati ai contribuenti. Tuttavia, solo il 6 giugno 2019, l’Agenzia delle entrate ha pubblicato una prima versione beta del software di calcolo degli ISA, decisamente troppo a ridosso dei termini dei versamenti.

Come sottolineato in vari comunicati stampa del Consiglio Nazionale dei Commercialisti “la nuova disciplina prevede che i contribuenti interessati, per migliorare il proprio profilo di affidabilità nonché per accedere al regime premiale, possono indicare nelle dichiarazioni fiscali ulteriori componenti positivi, non risultanti dalle scritture contabili, rilevanti ai fini delle imposte sui redditi, dell’imposta regionale sulle attività produttive e dell’imposta sul valore aggiunto, versando le relative maggiori imposte entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi.

La proroga, dunque, è attesa e aspettata ma finchè non ci sarà la pubblicazione del decreto firmato da Tria o la conversione in legge del Decreto Crescita, il termine per la scadenza dei versamenti per i soggetti ISA rimane un mistero.

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